CONCORSO
MICROPAESAGGI

Progetti Vincitori

JUNIOR

 

Calamità Calamita

 

Paolo Richelmi

Studente in architettura del paesaggio

 

Oscar Bassi

Studente in architettura del paesaggio

 

Francesco Molteni

Studente in architettura del paesaggio

 

Marco Togni

Studente in architettura del paesaggio

 

Il progetto, attraverso un concetto di ambivalenza, pone l’accento sulla nostra volontà: una volontà/calamità di carattere imperante e distruttivo, sintomo di un rapporto in disequilibrio con la natura e una volontà/calamita espressione di un allineamento indissolubile con gli elementi primari del Paesaggio. Si delinea così un percorso, suddiviso in tre principali momenti, rappresentazione a tratti astratta ed evocativa delle interazioni tra uomo e natura. Noi decidiamo. Con le nostre azioni quotidiane, con la nostra volontà. Decidiamo chi siamo, cosa vogliamo essere. CALAMITÀ o CALAMITA? 

Finestre
sul Giardino

 

Andrea Gelli

Paesaggista

 

Lorenzo Boggian

Paesaggista

 

Francesco di Santo

Paesaggista

 

Alessandro Gasparini

Paesaggista

 

Finestre sul giardino è un’esperienza semplice e spontanea, come il gesto di aprire una finestra e guardarci attraverso, tuttavia osservare non è un’operazione altrettanto immediata. La composizione modulare forma isole con differenti composizioni floristiche che richiamano differenti tipologie di giardino: mediterraneo, roccioso, boschivo, esotico e contemporaneo. Pannelli, cornici e arredi scandiscono lo spazio creando l’occasione di ammirare scorci differenti. Come i quadri nel museo, qui le piante vengono esaltate dalle prospettive stimolando la curiosità e indirizzando il pensiero.

Istantanee

 

Alice Bagedda

Paesaggista

 

Gabriella Capucci

Paesaggista

 

Dall’incontro tra l’arte classica dei Parchi di Nervi e quella contemporanea della Green Street Art nasce Istantanee, un progetto in cui l’interazione tra opera e persona assume un ruolo fondamentale: moduli, cornici mobili e sedute definiscono delle istantanee, scene in cui il fruitore è al tempo stesso protagonista – insieme alla vegetazione ed al paesaggio circostante – fotografo e spettatore. Materiali e tecniche costruttive rispondono al criterio di sostenibilità, così come le specie, scelte nel rispetto delle preesistenze del contesto. 

Naturalcubo

 

Eleonora Tommasini

Paesaggista

Elena Clementi

Architetto

Valerio Ventura

Architetto

Quando ci capita di essere sorpresi dalla Natura? Mai come in questo periodo siamo consapevoli di cosa voglia dire la rivalsa della Natura sull’uomo, ed è proprio la Natura a rompere la spazialità, la geometria e gli schemi imposti dagli elementi cubici di progetto. Le erbacee perenni scelte si liberano con forza e dinamismo attraverso i tagli nelle tele che rivestono le teche. Il modulo si trasforma in un tassello che, associato ad altri in modi diversi, dà vita a innumerevoli espressioni figurative per una natura al cubo.

Un tavolo di Micropaesaggi

 

Niccolò Di Vigilio

Dottore in Architettura

 

Enrico Chinellato

Dottore in Architettura
 

L’oggetto proposto è una superficie astratta e sospesa; un segno lineare nel magnifico scenario del Parco di Nervi. Un tavolo allungato il cui piano solido si scompone progressivamente in materiali sciolti. L’installazione offre alla manifestazione un luogo conviviale e aperto, in grado di aprire un immaginario sul territorio e di condensare tanti frammenti di paesaggi diversi in un unico sorprendente tessuto, ricomposto in miniatura. Il tavolo è un percorso: si alternano elementi minerali ed organici, terre umide e terre aride, piante tappezzanti e specie fiorenti, frutti edibili e muschi.

SENIOR

8M3

 

Paola Sabbion

Paesaggista


Gian Luca Porcile

Architetto

 

Otto metri cubi: questa può essere considerata una sorta di dimensione minima dell’abitare che consente ad una persona di stare in piedi, seduta o coricata. Gli 8m3 che danno il titolo all’installazione vengono qui declinati ‘per esclusione’, dando origine ad uno spazio-altro, tracciando il volume di un cubo che nella forma richiama l’abitabilità ma che nei fatti la esclude. Viene così a definirsi un micropaesaggio occupato da piante e da leggere strutture lignee che, attraverso la sottrazione dello spazio alla vita antropica, impedisce l’attraversamento fisico, ma invita a quello visivo.

MIEGAKURE –
UNO SGUARDO ORIENTALE SULLA CITTA’ DI GENOVA

 

Giovanna Mameli

Architetto

 

Luigi Zagni

Architetto
 

L’intervento omaggia Genova e il suo golfo, riproponendone l’assetto tramite la tecnica progettuale giapponese dello ‘shukkei’, un processo di riduzione del paesaggio, i cui caratteri vengono raffigurati da composizioni di pietre, ghiaia e vegetazione. Una piattaforma di osservazione privilegiata del giardino, citazione dell’’engawa’, completa il progetto. Questi elementi sono celati dall’esterno da piantagioni secondo un effetto di vedo-non vedo. Un percorso obbligato consente di giungervi con un effetto sorpresa, secondo il principio del ‘miegakure’: lo scoprire progressivo del giardino.

LE STANZE
DEGLI ORIZZONTI

 

Maria Francesca Volpato

Paesaggista

Bruno Calabretta

Vivaista 


Marta Randone

Operatrice di fattorie didattiche e outdoor educativo


Riccardo Ciccotti

Giardiniere 

 

Il progetto vuole trasmettere un’idea di positività, andando a rispecchiare la condizione che ci ha visti a lungo chiusi nelle nostre case. Si articola in due ‘stanze’, realizzate con i moduli suggeriti da Euroflora e delimitate da una quinta di Bambù. La prima, rappresenta la sicurezza delle nostre abitazioni, la seconda invece, si apre verso orizzonti esterni, in particolare verso il mare e verso la Villa Grimaldi, con una porta e due finestre. Su queste, verranno impressi degli aforismi che inviteranno a riflettere sul fatto che c’è sempre qualcosa oltre quello che vediamo e che vale la pena uscire e sfruttare la nostra immaginazione per metterci alla prova e cogliere quelle sfumature che spesso ci sfuggono. 

RUB RUM

 

Noemi Casula

Architetto

 

Nausikaa Mandana Rahmati

Architetto Garden & Interior Designer

 

Il micropaesaggio porta con sé le linee quadripartite del primordiale giardino persiano e le matrici del più occidentale Ortus Conclusus. I quattro elementi della vita si evolvono nel nostro impianto compositivo, come un nuovo big-bang in un’esplosione che genera un caos ordinato, dove si ritrovano le quattro sfere della vita perfettamente collocate nel Micropaesaggio: espressione universale del concetto binario tra il tangibile e l’intangibile. Al centro di “Rubrum” una sedia rossa; il punto di vista privilegiato del Micropaesaggio ordinato, proiettato verso un Macrosistema piu organico e irregolare.

UNA SOLA MOLTITUDINE

 

Giovanni Luca Ferreri

Architetto

 

Gabriele Mundula

Architetto

 

Nel nostro progetto abbiamo immaginato di riunire le piante all’origine delle culture di tutti popoli del mediterraneo così da creare una sorta di erbario vivente in un ipotetico ecosistema tra cultura e coltura. Tante storie e miti sono ambientati in questa esplosione di specie arboree che è la macchia mediterranea. Dentro questa continuità di piante compatte e solidali contro le avversità climatiche si celano storie o leggende che hanno condizionato il rapporto dell’uomo con la natura circostante: L’ulivo nato alla saggezza di Atena, il mirto dietro il quale ancora si nasconde Venere e la salvia che nascose il Bambino ai soldati. Una selezione raccolta e catalogata in una struttura a scaffali, vuota al centro, da cui si scorge il mare come il fondale di uno spazio scenico aperto per ospitare racconti, vivere esperienze in forma di rappresentazione o disponibile per chi vuol declamare attraverso la sua voce le voci della cultura mediterranea. Un allestimento che per i suoi colori, materiali e oggetti simultanei appare illuminata da un illusionismo onirico come ne Le memorie di un santo di René Magritte o in un verso di André Breton. In questa scena sospesa si narrano vicende in cui uomini e colture si intrecciano. Ogni essenza è il personaggio di una storia che si può raccontare in questo teatro sul mare.